Habitat

Sono tre gli habitat ad oggi riconosciuti di interesse comunitario prioritario presenti nel SIC/ZSC e rappresentano elementi preziosi in termini di ricchezza in specie (6210* e 91H0*) o condizioni morfoclimatiche peculiari (7220*).

Le indagini scientifiche per il territorio del M.te Misma proseguono tutt’oggi al fine di individuare nuovi habitat, riferibili alla Direttiva comunitaria, da sottoporre a tutela per garantirne la conservazione.

6210* – FORMAZIONI ERBOSE SECCHE SEMINATURALI E FACIES CESPUGLIATE SU SUBSTRATO CALCAREO (SIGNIFICATIVA PRESENZA DI ORCHIDEE)

L’habitat è localizzato sulla zona sommitale del massiccio del Monte Misma, a quota compresa tra 1000 e 1160m, ed è il meglio espresso nell’ambito dell’intero SIC. Questo habitat prativo di origine antropica soggetto a sfalci e pascolamento nel passato è l’esempio di come anche ambienti semi-naturali abbiano una posizione di rilievo nel mantenimento di un buon grado di biodiversità.

Spiccano le fioriture di elementi tipici quali Lillium bulbiferum croceum, Paeonia officinalis e di rilevante importanza è anche la ricca fioritura di Orchidee spontanee. L’habitat rappresenta una zona di alto valore naturalistico in quanto corrisponde anche all’areale di caccia e nidificazione di avifauna compresa nell’Allegato I della Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE. Nell’area si riscontra un’ottima presenza di entomofauna i cui rappresentanti più vistosi sono certamente i Lepidotteri.

91H0* – BOSCHI PANNONICI DI QUERCUS PUBESCENS SU SUBSTRATI CARBONATICI

Questo habitat forestale è largamente esteso sul territorio del SIC in corrispondenza delle zone a maggiore acclività esposte a Sud. In relazione alle condizioni edafiche e microclimatiche l’habitat potrebbe esprimersi su una superficie ben più ampia, ad oggi, invece, lo si rinviene con una buona ricchezza in specie diagnostiche solo laddove in tempi storici la copertura a roverella non è stata sostituita con l’impianto di Castanea sativa o Robinia pseudoacacia.

Specie tipiche di questo habitat sono:

Quercus pubescens, Q. cerris, Fraxinus ornus, Geranium sanguineum, Buglossoides purpureocaerulea, Limodorum abortivum, Prunus mahaleb, Cornus mas, Pyrus pyraster, Melittis melissophyllum, Tanacetum corymbosum, Vinca minor, Rosa arvensis, Molinia altissima, Carex montana, C. flacca, Ruscus aculeatus, Lonicera xylosteum, L. caprifolium.

7220* – SORGENTI PIETRIFICANTI CON FORMAZIONE DI TUFI CARBONATICI

Questo habitat è puntiforme, senza dubbio il meno esteso nell’ambito del SIC, nonostante ciò, le peculiarità che lo contraddistinguono ne fanno certo uno dei più interessanti e delicati.

L’habitat delle sorgenti pietrificanti è affascinante per la modalità di formazione delle morfologie che lo caratterizzano dato che si forma soltanto lungo il corso di torrenti dalle acque ricche in bicarbonato di calcio e soggette a zampillio. Esposizione ombreggiata e disponibilità idrica costante permettono lo sviluppo di un microclima fresco e umido idoneo allo sviluppo di muschi, componente strutturale da cui prende conformazione l’habitat.  Il carbonato di calcio, infatti, va ad accumularsi sulle superfici bagnate, sul detrito al fondo delle pozze lungo l’alveo e soprattutto sui muschi che ricevono lo zampillio o il gocciolamento, l’acqua che rimane intrappolata tra le foglioline dei muschi dà tempo al carbonato di calcio di depositarsi e concrezionarsi in forme particolari il cui mantenimento nel tempo è legatissimo al rispetto delle caratteristiche naturali del Torrente e delle sue acque.

L’utilizzo delle pozze da parte del cinghiale, la scorretta gestione delle zone limitrofe all’alveo fanno aumentare il carico di materiale terroso che, trasportato dall’acqua, va a depositarsi sui muschi, soffocandoli e bloccando la formazione dei tufi carbonatici.

Delle specie faunistiche censite una trentina sono tutelate secondo le Direttive Habitat Uccelli: si tratta di Mammiferi (Chirotteri e Moscardino), Uccelli (Averla piccola, Succiacapre) Anfibi (Ululone dal ventre giallo), Artropodi (Gambero di fiume autoctono, Cervo volante, ecc.).